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Kamikaze
Quale particolare equilibrio tra lucidità e angoscia è alla base della decisione di diventare kamikaze? Ho conosciuto il figlio di una kamikaze, il giorno di Natale. Ero dai miei suoceri, e lui ricambiava la visita fatta subito dopo il decesso della donna. Il fatto era successo due sere prima. E successo così in fretta. Era scesa giù per le scale dicendo che soffocava, chiamava aiuto. Dopo un attimo non stava più in piedi: lho presa in braccio per metterla in macchina, ed è morta lì Silenzio pesante. Guardate, ho ancora il segno della portiera sulla mano di quando è morta. Sapete, pesava novanta chili Se ne è andata in fretta... Probabilmente era clinicamente morta mentre faceva le scale: il cervello mandava segnali ma il cuore era già fermo Ceri solo tu in casa? Il ragazzo rumeno che sta da noi è a casa per le feste. Mia sorella e mio padre erano via, mio fratello si è alzato un momento per il trambusto, poi è tornato a letto. Lui è sempre in coma. Io non ero ancora a letto, anche se in questi giorni mi alzo prima perché ghiaccia e devo star dietro alle bestie Adesso la vita cambia, e di brutto. Prima trovavo tutto pronto. Ora il problema è grosso. Anche col rumeno, bisognerà prendere provvedimenti. Dicono che il matrimonio ti cambia la vita, ma sono questi fatti qui che ti lasciano davvero in braghe di tela: il matrimonio ti fa proseguire come prima E stato un bene che sia morta così. Metti che le veniva un ictus: bisognava stargli dietro, magari perfino lasciare il lavoro, un disastro Farmi da mangiare? Io lavoro, come faccio? E un problema, non so davvero dove sbattere la testa... Con questo ragazzo di circa trentanni cera una donna pensavo fosse la sorella maggiore e invece era la fidanzata di diciannove anni. Erano venuti in sella ad un Ciao. La cosa più personale che quel ragazzo abbia detto della madre, oltre che aveva cinquantadue anni e che pesava novanta chili, è stata che ora è tutta gonfia, perché non le hanno fatta lautopsia. Se ne è andato quasi sorridente, sicuramente sollevato dagli sfoghi. I primi cento passi sono per me. Per il mio corpo, le mie gambe e la mia testa. Sono al mondo e lieto di essere al mondo. Mondo, ti ringrazio che sei qui. Anche se questo cielo non è il mio cielo, anche se questo cielo è il cielo di un dio che non è esattamente il mio dio. Ma in fondo, penso che dio e dio siano buoni amici (se non addirittura la stessa persona, come alcuni sostengono).* Quale particolare equlibrio tra lucidità e angoscia è alla base della decisione di diventare kamikaze? Ho conosciuto il figlio di una kamikaze, e ancora non lo so. Spero solo che per il dio di quella donna la vendetta non sia un peccato mortale.
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