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21/6/2000

Internet veloce o...a passo d'uomo?

Indro Neri, fiorentino, è un imprenditore web "all'antica" (oramai si può già parlar così), della generazione che ha pensato di fare un e-business di una propria passione mantenendo integra quest'ultima. Un dinosauro, nei giorni dove la Borsa pare faccia il bello e il cattivo tempo e le .com vanno in crisi prima di produrre un solo centesimo di utile. Vale la pena quindi di far contare le persone invece di contare i click e basta? Vediamo se Indro riesce a chiarire un po' il punto.

- Indro, come è nato, come si è sviluppato Run The Planet?

Run The Planet è nato per rispondere ad una esigenza che si sentiva fra i podisti di tutto il mondo. Ero personalmente parte della lista Drs originale (Dead Runner Society, mailing list americana dedicata al podismo, tuttora punto di riferimento per tutti i podisti online - per originale Indro intende la lista madre, che ha poi generato DRS sublist locali in tutto il mondo, Italia compresa - ndr) e visto che ero di Firenze ricevevo regolarmente richieste di informazioni su dove correre nella mia città. Lo stesso notavo che veniva chiesto ad altri stranieri in lista. Amando viaggiare ho cominciato a raccogliere queste informazioni che circolavano e quando sono diventate un numero consistente, previa autorizzazione dei diretti interessati, ho cominciato a farle circolare sotto forma di newsletter elettronico. Era il mese di marzo del 1996. A settembre dello stesso anno prendeva vita Run The Planet come sito web.

Inizialmente si trattava della raccolta di sole descrizioni su dove correre e camminare nelle città di tutto il mondo. Oggi come oggi, oltre alle quasi 1000 citta' in oltre duecento nazioni (dall'Antartide allo Zimbabwe), Run The Planet propone un vasto ventaglio di informazioni e curiosità per chi ama correre o camminare. Run The Planet offre oggi tutto quello che c'è da sapere sul mondo del podismo del mondo (scusa il gioco di parole). Dispone di pagine web per un certo tipo di utenti (donne, bambini, triatleti, atleti disabili), pagine curiose (le corse più strane del mondo, dove correre sulla Luna, ecc.) ma anche altre pagine/servizi come i Running Links (oltre 1000), MarathonMania (con le descrizioni dei percorsi di tutte le maratone), The Fridge (una lavagna per i propri messaggi divisa per argomenti), Running dictionaries (con dizionari di termini podistici tradotti in tutte le lingue), lo shopping center, una sezione bibliografica ed una di video relativi alla corsa a piedi. E molte altri servizi sono attualmente in fase di realizzazione o di sperimentazione.

Sviluppi per il futuro?

Run The Planet - che è completamente gratuito e si finanzia con la pubblicità - sta adesso mirando a diventare il piu' importante vortel (portale verticale) podistico del mondo e sta stringendo alleanze con realtà ad hoc in tutto il mondo. Recentemente è stata infatti fondata a Seattle, negli Stati Uniti, la Run The Planet Inc. che ha rilevato dalla Neri Editore tutti i diritti sul sito, sito che attualmente si trova in settima posizione nella Top Ten dei siti podistici di tutto il mondo, sorpassato solamente da siti che però hanno un mercato nazionale, nella fattispecie statunitense, dove Internet si è sviluppato prima (come mercato mondiale siamo già i primi). Dietro a tutto questo la passione e le idee, il 90% delle quali avute in corsa. "The world @ your feet" insomma, il mondo ai tuoi piedi, che è poi il motto di Run The Planet.

- RTP è volutamente semplice nella grafica e nella tecnologia: lo scopo dichiarato è quello di permettere al maggior numero di persone possibile di usufruire del servizio. Se penso a certi siti sportivi, ricchi e pesanti, mi viene da pensare ad una scelta controcorrente. È così o la scelta è stata dettata da un'analisi più approfondita degli utenti? Ce ne vuoi parlare?

Abbiamo mensilmente visitatori da oltre cento nazioni, dall'Azeirbaigian al Vaticano, dal Madagascar al Nepal, dall'Ungheria alla Namibia, la maggior parte dei quali sono abbonati al "Run The Planet Newsletter", un bollettino mensile che li tiene informati sugli sviluppi del nostro sito. Mantenere il sito graficamente "pulito" e "leggero" e' stata una scelta controcorrente - in molte recensioni che ci hanno fatto si legge che il contenuto è superlativo ma la grafica è troppo elementare - per due motivi. Il primo è che bisogna considerare che chi viene a visitarci dalla Bolivia o dalla Mongolia per esempio, può non essere dotato dell'ultimo modello di computer o di modem ed un sito "ricco" come dici tu, costringerebbe a lunghe telefonate per accedere alle informazioni. Il secondo motivo è propriamente grafico, nel senso che in fondo in fondo, gli utenti vogliono informazioni. Le informazioni devono essere chiare, concise, facilmente reperibili. In ogni momento si deve sempre sapere in che punto del sito ci si trova, e la grafica vogliamo sia elementare proprio per stabilire un rapporto amichevole con il fruitore delle informazioni contenute in Run The Planet. Niente finestrine che si aprono da sole, niente frames, niente applicazioni troppo complicate. Clicca qui e trovi subito quello che cerchi.

E' altresi' vero che nel prossimo futuro ci avvicineremo a qualche "ritrovato tecnologico" che ora come ora stiamo studiando affinché sia il più user friendly possibile. Questo si rende inevitabile per poter fornire ai visitatori informazioni più precise in maniera automatica e "autoaggiornante" (per esempio un calendario di corse podistiche).

- Se è vero che online c'è posto per tutto e tutti, Internet è uno degli ormai pochi posti dove lo sport "unisce ed affratella", come si diceva una volta? De Coubertin, oggi, sarebbe un webmaster?

Niente è piu' vero di questo, in particolar modo quando si parla di podisti. La passione per la corsa permette di superare le barriere di cultura e di lingua. Per questo motivo Run The Planet dispone di una pagina chiamata Planeteers Spotlight dove intervistiamo ogni mese un podista da una nazione differente, per creare una raccolta di usi e costumi podistici locali e cementare ancor di più quel senso di uguaglianza che si trova in fondo nel correre tutti allo stesso modo. Mi piace la tua ipotesi su De Coubertin, e la trovo simpatica, ma sinceramente non lo vedo a "spippolare" nella penombra di uno studio su un computer e sono grato alla Storia per averci consegnato un personaggio dai contorni più nitidi. Mi spiego meglio: chi conosce il nome del fondatore di Ebay o di Amazon o di Yahoo, peraltro realtà elettroniche mondiali? Progetti nati negli scantinati, da ragazzini sconosciuti che hanno avuto l'idea giusta. De Coubertin me lo vedo invece un po' come Cavour, fiero, statuario, nobile, alla luce del sole, ad "affermare" idee piuttosto che ad inseguirle.

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Run The Planet ci ricorda molto da vicino il sempre vivo mondo dei penpals, gli amici di penna, che, lungi dall'essere tramontato, sostiene e utilizza il buon (?) servizio postale proprio per il piacere di avere qualcosa di fisico da scambiare, preparare, toccare. Fra i servizi di Run The Planet c'è anche la T Shirt Trading Company, per esempio, che favorisce lo scambio a livello mondiale di magliette podistiche.

La rete amplifica in modo smisurato le possibilità di contatto e di conoscenza, non serve sottolinearlo, e di tutto ciò Run The Planet e il mondo del podismo sono solo un esempio. Tutto lo sport amatoriale ne benificia similarmente, ad esempio, così come il mondo di chi viaggia "no alpitour", o quello di chi si scambia pareri e impressioni sulla propria e altrui salute senza passare per siti di medicina ufficiale o alternativa che sia.
Sono mondi ai quali l'e-business guarda in modo, come dire, spesso poco rispettoso, cogliendone le potenzialità principalmente in modo quantitativo, e cercando di sfruttarli in modalità mordi e fuggi, di lato o di sponda. Una modalità figlia di una lettura dei mercati rigida, a volte vecchia non tanto rispetto allo sviluppo del web quanto agli sviluppi delle persone e delle loro dinamiche di vita che sanno adeguarsi/aggiornarsi/difendersi a velocità impensabili per molti responsabili marketing - oggi come ieri, ben prima del web.
Per i consumatori, allora, soglia dell'attenzione sempre vigile.
Per gli operatori e-business, un invito a navigare magari meno e a correre nel parco di più.

(a cura della redazione)

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