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23/7/2000
Strizza web o strizzacervello?
Pur amando Woody Allen, non ho mai capito quale sia il suo rapporto con la psicanalisi, spesso citata nelle sue opere quando non utilizzata per scrivere le sue sceneggiature.
A lui ho subito pensato dopo una ricerca in rete sui siti che offrono servizi di terapia psicanalitica. Un'attività, questa, molto diffusa principalmente negli Stati Uniti, dove quella della psicanalisi è un'industria da tempo fiorente. Sintetizzando, ho trovato siti come here2listen.com, dove all'assistenza privata e personale si affianca un lavoro di divulgazione che, per volersi staccare da quello che fanno le riviste con la posta del sesso e/o del cuore, finiscono per assomigliare a queste ultime. Ho trovato siti, sexology.org, dove per fare una domanda sul sesso si pagano in anticipo 75 dollari. Ho trovato molti terapisti che si premurano di dire "chiamate nel mio studio per certificare la mia abilitazione", e offrivano tariffe stracciatissime per farsi conoscere.
I mezzi della psicanalisi online? Domanda e risposta, chat private, regolari corrispondenze di email, gruppi di autoaiuto o di supporto con moderatore, videoconferenze - imbarazzo della scelta. L'impressione netta è che per molti problemi e molte persone la cosa funzioni alla grande - un'alternativa ai mezzi che tutti usano spontaneamente per un dubbio o un'ulteriore opinione.
Sinceramente, però, ho portato a casa più dubbi che certezze, che posso sintetizzare in: se una persona ha un problema risolvibile con un sostegno emotivo che non riesce a risolvere da solo o con l'aiuto di chi gli sta vicino (rapporti umani, non solo conversazioni tra amici o telefonia d'aiuto), può aiutarlo un rapporto con un terapista mediato in modo pesante da un computer? Credo che la domanda sia meno tecnica di quanto sembri, e arriva al cuore del rapporto tra internet e le persone, arriva a chiedere se una struttura presto onnicomprensiva e onnivora come Internet sia solo un mezzo di comunicazione o possa diventare un referente a sè, in qualche modo (mi riferisco ovviamente a qualcosa di più profondo di "l'ha detto la televisione"). La quasi totalità degli psicanalisti online, comunque, riconosce che il contatto fisico fra terapista e paziente manca, ed è insostituibile, anche se la posta elettronica o la videoconferenza sono mezzi rivelatori per molti aspetti diagnostici
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La passività di delegare senza pensare bene a chi e come, è una delle chiavi di lettura di questo problema. Personalmente, la scelgo come punto di partenza, perché storicamente mi pare accertata come base di un sacco di guai - almeno negli ultimi duemila anni.
Internet ci mette davanti a noi stessi in modo brutale, a volte. Non è vero dottore?
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(M.M.)
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