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La scrittura è un mezzo, quindi si guida.
Abbiamo intervistato una guida online di scrittura creativa.

Nell'oceano di siti dedicati alla scrittura creativa, ce n'è uno che si pone come faro, nel senso di utile riferimento per i naviganti in un settore dello scibile umano parecchio confuso. Non è un vero è proprio sito: è una pagina del portale SuperEva, di Dada, e tutto quanto di positivo vi si può trovare ce lo mette Annamaria Manna, alla quale abbiamo posto qualche domanda.

Prima, però vale la pena dire che Annamaria non è una semplice "smanettona" con la passionaccia dello scrivere. Attualmente insegna il tedesco nella scuola media, e fra le sue mille esperienze troviamo quella di insegnante di italiano per stranieri, di accompagnatrice turistica, di anni di volontariato presso la LILA (Lega Italiana per la Lotta all'AIDS), di altri anni passati presso un'associazione famiglie di bambini con handicap e anche esperienze di editor e di lettrice.
Per dirla con le sue parole:" In tutte queste attività lavorare con la lingua italiana e straniera e facilitare la comunicazione e l'espressione sono stati al centro della mia attenzione (Annamaria è laureata in linguistica testuale con tesi sulla teoria della traduzione -ndr) La scrittura creativa è stato lo strumento principale con cui ho lavorato, senza sapere che si chiamasse così o che fosse una specializzazione, e solo più tardi ho scoperto che si poteva studiare con sistematicità, seguire dei corsi eccetera. Nel fare la guida in SuperEva continuo ad imparare e comparo quello che ho fatto e faccio con quello che le varie scuole propongono. Il mio intento è essere fonte di indicazioni metodologiche e informazioni per tutti coloro che fanno della scrittura creativa uno strumento di lavoro, una materia di studio, un hobby, una curiosità"

- Il mondo dello scrivere che "guidi" come si rapporta con Internet: incontro, scontro, mero utilizzo o cos'altro?

Il mondo dello scrivere che guido ha un atteggiamento tendenzialmente passivo. La situazione dell'editoria è tale che nella marea di gente che scrive solo pochi riescono a vedere i loro scritti pubblicati e la fame di notorietà è tale che spesso le persone scambiano la mia attività come una possibilità di vedere recensiti e pubblicati i loro scritti, mentre il mio compito è guidarli verso quelle scuole o risorse in rete che servono per imparare a scrivere. 
Anche le scuole che io stessa pubblicizzo non mostrano grande capacità collaborativa: poche sono quelle che hanno messo a disposizione strumenti usati durante i corsi. Un caso unico è stato quello di Giulio Mozzi che è stato l'unico a dimostrare di avere la stoffa del vero maestro che non pensa di perdere qualcosa mettendo a disposizione degli altri le proprie riflessioni ed esperienze di insegnante di scrittura creativa.
Nel newsgroup it.arti.scrivere, poi, i tentativi sortiti per sollevare curiosità o interesse verso l'apprendimento della scrittura come pratica continuativa non hanno avuto altro effetto evidente che istigare la gelosia e l'invidia verso il motore di ricerca umano di Supereva, accusandomi di spamming senza rispondere nel merito dei temi proposti.
Non avendo una redazione alle spalle con la quale confrontarmi per decidere le tematiche e gli indirizzi della rubrica potrei fare affidamento sugli oltre 600 iscritti alla mia newsletter, ma in definitiva rilevo un atteggiamento adulatorio sì, investigativo sì, curioso sì, petulante sì, ma collaborativo raro!

- Rispetto ai contenuti, invece, la possibilità di anonimato e di avere un pubblico potenzialmente infinito a costo zero sta cambiando motivazioni ed approcci allo scrivere? E' finita l'era del cassetto pieno di capitoli e rime o quel cassetto ora si chiama Internet?

Si moltiplicano ogni giorno i siti che pubblicano scritti e manoscritti. Alcuni previa correzione degli strafalcioni, altri senza. Alcuni a pagamento, altri gratuitamente. Il risultato è una babele nella quale è difficile districarsi. Un po' di pratica di internet mi permette di vedere le potenzialità di un sito rispetto ad altri. Non essendo posseduta, però, dal demone di chi vuole vedersi pubblicato ad ogni costo, non so cosa dire in proposito. In pratica ho lo sguardo un po' incuriosito di chi guarda un branco di scimmie: così simili e così diversi dagli umani!
I costi di connessione, inoltre, sono ancora troppo alti e la conoscenza dei programmi è tale che il grande pubblico ancora non ha dimestichezza con la lettura su supporto digitale. La lettura in rete è ancora finalizzata alla ricerca di informazione. Ma per la scrittura e la pubblicazione, come ho scritto prima, ci stanno già pensando...

- Internet contro libro: è davvero una lotta all'ultimo sangue?

E chi lo sa! Certo è che da quando uso internet  leggo meno. Ma quello che leggo in internet non ha neanche lontanamente la qualità di ciò che trovo in un libro vero. Ma il mio è un caso a parte. Facendo ricerche in internet scorro i testi con uno sguardo, cercando informazioni che mi devono solo dire se è adatto ad essere segnalato oppure no, la qual cosa è un po' diversa dalla "lettura" che faccio solitamente a letto e non seduta alla scrivania di fronte al monitor. Quanto agli e-book, non ho i soldi per comprare le poche versioni demo in circolazione in Italia. Secondo me i testi brevissimi hanno maggiore possibilità di essere pubblicati in internet e specialmente quelli letti o recitati da belle voci.
Oso fare questa profezia perché ho partecipato alla nascita di un sito (http://www.voices.it) che propone proprio questo: la pubblicazione in formato mp3 di testi letti dagli scrittori stessi o da voci recitanti. Ebbene, nel silenzio di una casa privata la voce dell'autore ti arriva molto più profondamente che non i caratteri digitali anonimi e asettici. Un servizio, quello della lettura dei testi,  fino ad ora appannaggio degli utenti non vedenti, ma paradossalmente gli utenti vedenti ne hanno altrettanto bisogno e ne possono trarre altrettanto godimento.

Non ci resta che segnalare la pagina curata da Annamaria:
http://guide.supereva.it/istruzione_e_formazione/scrittura_creativa/