Multimediamachia
6/11/2000

 

Multimediamachia

C'è un'altra parola, oltre a "virtuale" che faretesto vorrebbe prendere sotto la sua protezione: multimedia. Lasciamo perdere qui l'abuso del termine per indicare le molteplici possibilità di fare e disfare - tutte rivolte a far risparmiare tempo e denaro, secondo l'accezione comune di miserevole utilità.
Vorremmo recuperare in qualche modo l'etimo della parola: molti mezzi, più o meno.

Modernamente, e tristemente, il mezzo coincide con il fine, quindi notiamo subito come "multimedialità" sia una truffa: cosa si veicola contemporaneamente, in modo pratico, in modo da dare appagamento di qualche bisogno, in Internet? Poco o nulla. Se vediamo un filmato, vediamo il filmato. Se leggiamo un testo, leggiamo un testo.Se leggiamo una email che ci tocca il cuore, non dipende dal software che usiamo. Nulla che si incroci in modo da dare, con la contemporaneità, qualcosa in più.

Insito nel mezzo-Internet non c'è nulla che già non conosciamo. Ci fa comodo crederlo? Mah. Fiducia ingiustificata nelle tecnologiche sorti e progressive? Può darsi serva. Però c'è stato qualcosa in passato che, pur appoggiandosi ad un media ben preciso, la televisione, ha saputo emanciparsi da questo per diventare quasi un'entità distinta. Un mezzo-fine istituito per scopi commerciali che affascinava grandi e piccini, fotografava aspetti di realtà nel loro divenire, sfuggiva, e sfugge, ad una definizione esaustiva del suo insieme.

Non vi sembri ardito se definiamo Carosello l'anticipatore di una rete Internet di là da venire, dove la multimedialità si sviluppi sull'idea dell'interezza della persona cui rivolgersi, non tanto al potenziale ricettivo massimo di un individuo di un certo tipo.

Certo i tempi cambiano. Ma le persone variano con tempi tutti loro, e multimedia troppo spesso sta per multimedio, se non multimediocre.

(M.M.)

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