Dopo Carosello /13 - Date di scadenza
23/09/01
Questestate, il 12 agosto, leggendo il quotidiano "Il Gazzettino", mi sono imbattuto in un articolo dal titolo Scarpe & sesso e lincasso diventa record, dove si racconta di un commerciante in calzature dellAlta Padovana che per aumentare le vendite è uscito con un annuncio dal titolo Te la do gratis, scritto sopra a un bacino femminile in slip ridotti. Lallusione della frase era rivolta, cito larticolo:
Ovviamente alla svendita e a nullaltro, per carità afferma il titolare con un sorriso di soddisfazione.
Larticolo poi prosegue parlando di un annuncio della ditta Nonfango di Camposampiero, sempre zona Alta Padovana, azienda leader nella produzione di bauletti e valigie per motociclette. Sempre dallarticolo:
Lannuncio accosta ovviamente una moto ed il suo portapacchi non più alla solita bionda dalle curve sinuose ma ad un giovane molto interessato alloggetto che gli vien posto davanti. Dovevamo puntare su una campagna di apertura di stagione che sul mercato fungesse da cosiddetta testa dariete spiegano i titolari (
). La figura femminile, collegata alla moto o allauto era scontata. Volevamo allora puntare, in maniera non volgare, ma raffinata, sulla sessualità maschile. La pubblicità è uscita su riviste specializzate e leffetto ottenuto è stato proprio quello voluto dallazienda produttrice. Sono arrivate numerose lettere, sia alle riviste che alla stessa Nonfango, alcune divertite, altre un po meno. Purtroppo prosegue il legale dellazienda, Nevio Calore lironia nei confronti della sessualità maschile protagonista della pubblicità è un tabù.
A questo punto, ricordo di aver interrotto la lettura per vedere di che si trattava, ma ad illustrare larticolo cera solo il sedere di Te la do gratis e due note immagini di Oliviero Toscani, sotto il titoletto Campagne choc: il sedere di Chi mi ama mi segua per i jeans Jesus del 1972 e il bacio tra prete e suora utilizzato qualche anno fa per Benetton.
Nessuna moto, nessun bauletto o valigia.
Larticolo prosegue con le parole del titolare dellagenzia pubblicitaria che ha realizzato lannuncio al momento invisibile.
Parlando delle reazioni allannuncio, dice che:
Alcuni, specialmente i più giovani, sono rimasti sorpresi e divertiti, altri, magari un po meno attenti ai cambiamenti, un po scioccati. Nellimmagine non cera una contestualizzazione legata al prodotto, ma, funzionando per iperbole, il suo contenuto ironico ha catturato la simpatia verso il prodotto e il sorriso dei lettori.
Va bene, ma allora perché larticolo non parla in dettaglio di tanto acume? Perché non lo si vede? Perché ne parla addirittura il legale dellazienda?
Ho cercato lannuncio nelle riviste specializzate. Ecco cosa ho trovato:
Istituto dellAutodisciplina Pubblicitaria
Comitato di controllo, Milano 6 aprile 2001, ingiunzione n° 117/01
Ai Signori Legali Rappresentanti
(abbreviazione: qui mettete tutti i dati della Nonfango di Camposampiero, Padova e dellEdisport Editoriale Spa, casa editrice della rivista Motociclismo, dove questa ingiunzione appare)
il Presidente del Comitato di Controllo
visto
il messaggio pubblicitario Valigie Nonfango
molto ma molto belle relativo alle valigie per moto Nonfango, rilelavo su Motociclismo - data di copertina aprile 2001 -
ritiene
lo stesso messaggio manifestamente contrario agli artt. 1, 9, e 11 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria. Lannuncio mostra il profilo di un giovane, di cui non si vede per intero il volto, che si percepisce essere intento ad osservare le valigie per motoveicoli pubblicizzate: Valigie Nonfango
molto ma molto belle. La reazione del ragazzo non lascia adito a dubbi, mostrando un rigonfiamento nei pantaloni allaltezza del pube, a significare uno stato di eccitazione sessuale.
Ad avviso del Comitato, tale raffigurazione si presenta di evidente volgarità, come in tale contrasto con larticolo 9 del Codice, come lo stesso Giurì dellAutodisciplina Pubblicitaria ha avuto modo di affermare in un risalente precedente in termini (dec. n°11/75). Lassoluta gratuità dellespressione figurativa utilizzata si pone come unicamente finalizzata a suscitare sconcerto e disorientamento nel pubblico, gettando altresì discredito sulla comunicazione pubblicitaria, in contrasto con lart.1 Cap. Infine, si ritiene violato il primo comma dellart. 11 Cap, mancando quella particolare cura che deve essere adottata nei messaggi che sono suscettibili di essere percepiti dai minori. Pertanto
ingiunge
alle parti in indirizzo, ai sensi dellart.39 del Cap, di desistere dalla diffusione di detta pubblicità, su ogni mezzo.
Il Presidente del Comitato di Controllo
Non sono riuscito a rintracciare lannuncio di cui si parla evidentemente è stato ritirato come richiesto non entro perciò nel merito di quanto riscontrato dal Comitato di Controllo dellAutodisciplina Pubblicitaria.
Voglio solo far notare che lingiunzione che avete appena letto è datata aprile 2001, mentre larticolo, pregevole nelle acrobazie per non citare detta ingiunzione, risale allagosto dello stesso anno.
Chi legge larticolo ricava un immagine simpaticamente trasgressiva di unazienda che ha commissionato un annuncio che però-non-si-capisce-bene-come-sia.
Il soggetto dellannuncio e lingiunzione del Giurì sono omessi, impedendo un quadro completo dellinformazione, favorendo quindi una interpretazione distorta dei fatti presentati.
Le date di produzione, anche in pubblicità e nellinformazione, bisogna guardarle sempre.
A volte si scopre che il prodotto informazione/comunicazione è scadente, prima che scaduto.
Occhi aperti, quindi, sulla caterva di informazioni che ci sta assalendo dopo i fatti dell11 settembre scorso.
Stavolta niente nanna, dopo Carosello.