DC 16
 

DC 18/ Ci sono idee che hanno sempre un mercato

4/12/2001

Nella capitale sventrata, annichilita dai bombardamenti americani, dei ragazzi adocchiano due soldati delle forze di occupazione.
Si avvicinano, propongono loro una vendita: hanno da offrire la registrazione di un discorso del tiranno, del simbolo di tanto odio e della distruzione che li circonda.
I soldati sono incuriositi, chiedono di ascoltare il documento.
I ragazzi febbrilmente obbediscono, e la voce di quell’uomo in breve rimbomba tra i pochi muri rimasti in piedi, dove un’eco anche modesta fatica a trovare i requisiti fisici per farsi sentire. La voce è decisa, forte di sicurezze ora polverizzate. E’ una voce che ora forse servirà a far mangiare decentemente quei ragazzi, e garantirà un souvenir originale ai soldati.

Tutti contenti: è una forma di mercato fra le più auspicabili, no? Per non parlare del mezzo pubblicitario utilizzato. una semplice, esaustiva dimostrazione, come quelle per i detersivi, o il prima–dopo di certi miracolosi prodotti dimagranti.

Quella voce coglie di sorpresa un uomo che passa lì vicino tenendo per mano un bambino, che a sua volta tira un carrettino, per gioco. L’uomo si ferma per un attimo, poi prosegue, guardandosi intorno e forse dentro, trovandosi forse ad inseguire pensieri che lascerebbe volentieri andare. Forse non sono tutti contenti.

Io per primo, perché la scena non è ambientata a Kabul, ma nella Berlino del 1947.
Per essere precisi, è una scena tratta da “Germania anno zero”, il film che Roberto Rossellini girò appunto nel 1947 in una Berlino fantasma.

Trovate questo film e guardatelo: avrete la forza di non guardare più la pseudo fiction Porta a Porta, dopo Carosello.