DC/25 Il punto sui Mondiali
26/06/2002
Mi vergogno. Quasi quasi spero in un temporale che mi stinga verso i punti verdi del campo di calcio, che non se li filava nessuno neanche prima.
Sì, mi vergogno, e ammetto di essere stato volgare e ingiusto nei confronti proprio di quei puntini verdi lì.
Quando tutto andava bene, per me, punto azzurro componente la camicetta di una esultante Megan Gale (anzi, megan gale, alla giulio mozzi) nella pubblicità Omnitel Vodafone per i mondiali di calcio, era il trionfo.
Questo bel manifestone di sei metri per tre di cui faccio parte stimolava sorrisi e speranze anche quando sotto di me, in via Sarpi a Padova, cera la consueta coda strombazzante bigiornaliera.
Eh, Vieri segnava, Totti illuminava, la pubblicità sposava i voleri e i piaceri degli italiani tutti, o quasi. Nessuno se la sarebbe mai presa con la stupida ottusità di messaggi neanche pensati, solo scritti con dentro parole come mondiale, Italia e altre maggiche locuzioni. E la febbre dei mondiali, affermavano da una parte, è il rito collettivo che unisce lItalia tutta, squillavano altre trombe.
E il re nudissimo, secondo me: sua Maestà Compra E Non Rompere I Coglioni che mostra come considera i suoi sudditi in modo finalmente aperto, solare, senza filtri di strategie che portano solo perdite di tempo (investire, perché? fidelizzare la clientela, perché? La figa tira sempre!).
Ora però, Vieri non può più segnare, e a Totti hanno tolto la corrente.
E mi rendo conto di dare fastidio.
La nuda pochezza di me e dei miei milioni di compagni colorati (anche quelli che compongono il marchio, sì) ci fa ingrigire agli occhi di tutti quelli in coda, qui a Padova in via Sarpi, che ci tornano a considerare uno dei cartelloni.
Era ovvio che se andava male alla Nazionale sarebbe finita così, ma siamo costati così poco che non si peritano neanche di toglierci subito dallo spazio di affissione, di farci finire al macero.
Per dire: io, che pur sono vicinissimo al capezzolo destro di Megan, non mi sento più osservato come prima, anzi, non mi si fila proprio più nessuno.
Povero quel Paese che diventa impotente per decisione di un arbitro.
E povero quel Paese dove la figa tira solo quando tira per tutti.
E se non tira in porta, poi...
Io sono solo un puntino colorato, ma certe cose le so: una volta, questi, erano argomenti per il dopo Carosello...
Dopo Carosello