DC 32
 

DC/32 – Ho dimenticato il titolo di questo articolo

Dicembre 2002

Apprendo dalla stampa che il 3 dicembre 2002 Microsoft ha presentato un software in grado di immagazzinare tutti i ricordi delle nostre esistenze.
L’obiettivo finale, cito Riccardo Staglianò da la Repubblica del 2 dicembre scorso, “un po’ superomistico, è abolire ogni dimenticanza. Perché l’uomo, che pure escogita da sempre artifici per ricordare meglio, ha anche un bisogno vitale di oblio. Il computer non ha di questi problemi e rammenta tutto sino a quando non si pigia il tasto “cancella”. Una decisione che la strabiliante capienza delle memorie digitali potrebbe rendere desueta. Perché privarsi di un dato che forse un giorno potrà venire utile dal momento che conservarlo non costerà niente?

Staglianò definisce questo progetto, dal nome MyLifeBits Project (Progetto: i pezzi della mia vita) “per taluni inquietante”.

Cercando ulteriori dettagli scopro che tutto questo ambaradan ci permetterà di conservare traccia di ogni conversazione fatta, di ogni film visto, di ogni libro letto, canzoni ascoltate, foto fatte. “Immaginate di essere in grado di fare una ricerca tipo Google su tutta la vostra esistenza” commenta uno scienziato Microsoft, che farebbe bene a ripassare qualcosa tipo sintassi.

Quando poi ho letto che il programma sarà venduto a soli 300 dollari americani e che sarà valido anche per le tecnologie future, ho tirato un sospiro di sollievo: ancora una volta la Microsoft si fa pubblicità guardandosi l’ombelico, e poi si lagna se la gente usa i suoi programmi copiati.

Il respiro mi si è poi però bloccato ancora, perché - ombelico o no - questo è un segno concreto di come le grandi corporation hanno ormai capito che pubblicizzare i propri prodotti con la comunicazione classica non funziona più, e quindi attaccano direttamente la nostra essenza.

Chi è un persona che affida in toto la sua memoria ad un supporto digitale?
Uno che la sua vita la vive a scomparti chiusi, comodamente richiamabili secondo bisogna.
Uno che non sa, ma si informa e mette in memoria.
Uno che dà il benvenuto agli stimoli esterni, anzi, delega loro la sua esistenza (ricordate quel racconto di Philip K. Dick dove la gente andava in agenzia di viaggio, comprava la vacanza su Marte, si faceva impiantare nella corteccia cerebrale i ricordi e poi tornava a casa, che gli avevano già spedito l’album delle foto?).

Poche balle: secondo Microsoft presto saremo liberi di essere Consumatori, senza null’altro grattacapo.
Questo distinguerà noi del mondo occidentale, procurandoci un sottile piacere, dai parvenu dell’attuale terzo mondo, che ancora per un po’ vivranno con gli spot e le schizofrenie da stress che oggi oramai stiamo lasciando dietro le nostre spalle, grazie alle meravigliose capienze dei nostri hard disk (mi piacerebbe che Bill Gates spiegasse tutto ciò a mia madre. Sela convince, compro subito il MyLifebits).

Cari cinesi, indiani e quel poco di Africa che mangia decentemente: la nostra fine è il vostro futuro, e vi aspetta dopo Carosello.

Dopo Carosello