DC/41 Se si può, si deve.
Giugno 2003
Di cosa ha bisogno uno spot per attirare lattenzione del pubblico?
Tette, direte in base alla comune esperienza.
Botti, colori, luci, gente che si diverte, gente felice perché diobono ha trovato finalmente il disinfettante per pavimenti che gli ricordava tanto quando si era poveri ma forse felici.
Tutto vero, nella misura in cui le persone che assistono allo spot desiderano vedere tette, botti, colori, luci, gente che si diverte perché invece loro, diobono, non sono per niente felici.
Questo è il primo livello.
Il secondo, appannaggio di ditte committenti più illuminate e di un pubblico meno pavloviano, è quello dove cè tutto quanto menzionato ma il prodotto è protagonista, svolge un ruolo fondamentale che lo rende unico (in pratica se il prodotto non è sostituibile con un altro della concorrenza, ecco che il secondo livello viene raggiunto).
Cè poi un tipo di spot che fa passare subito allazione: è lo spot che tocca da vicino i tuoi interessi.
Ma è anche quello che se non conosci il prodotto te ne fa interessare subito, e grandemente, tanto che cominci compulsivamente a parlare dello spot ad amici e conoscenti. I prodotti con la comunicazione più chiara ed onesta e i migliori spot che parlano di temi non profit funzionano così.
Ne ho appena visto uno, così: chiaro, onesto ma che picchia sodo.
E uno spot autoprodotto dalla Scuola Sci Cesuna-Roana-Verena 2000, che opera sullAltopiano di Asiago, Vicenza. Da quasi ventanni qui si insegna a sciare a persone paraplegiche, tetraplegiche, cieche, sorde, cerebrolese, con ritardi mentali. I maestri sono coadiuvati da personale medico specializzato e i risultati sono incredibili, a livello fisico e a livello mentale, per chi questi corsi frequenta.
La qualità delle riprese è quella di una ripresa familiare, nessun effetto speciale nè montaggi particolarmente creativi. Si vedono botti (qualcuno ovviamente cade), colori (certi occhi felici con larcobaleno dentro), luci (laltopiano di Asiago sa essere bellissimo), gente che si diverte perché diobono cè da scegliere fra gli istruttori, le persone disabili loro allieve, e i genitori di queste ultime.
La mandibola si abbassa per lo stupore nel vedere persone costrette allimmobilità su di una carrozzina sfrecciare sugli sci tra le braccia dellistruttore e inghiottire avidamente aria fredda e vita, con la bocca, con gli occhi, con lanima.
Il processo è lento perché, come dicevo, non ci sono effetti speciali, la macchina è pressoché fissa e tanta bellezza la si scopre piano piano, abituati come si è ai comuni, rutilanti spot.
Quando però stai entrando nella nuova dimensione ti arriva la mazzata. Appare in sovrimpressione lo gnomo-simbolo dellaltipiano di Asiago, seduto però in una carrozzina, e la scritta Se si può, si deve. Un monito, un richiamo, un semplice invito che ha però leffetto di farti notare TUTTO, nel filmato.
Noti che gli istruttori sono ingegnosissimi: che i tutori per i paraplegici non sono quelli che trovi nei negozi specializzati ma autocostruiti in cartone, perché quelli veri possono ferire profondamente un arto pressoché inerte.
Noti che per trascinare chi riesce a stare in piedi con la posizione a spazzaneve è utilissimo un guinzaglio elastico, di quelli pensati per i cani: cosa meglio per far sciare davvero chi appena sta in piedi, per regalargli autonomia, ebrezza, novità?
Laver visto questo spot è stato per me una grande lezione di umiltà professionale.
Mi sono reso conto che se metodi simili li avesse usati qualche multinazionale che mi sta sulle scatole, ne avrei scritto un Dopo Carosello di fuoco. Invece sono qui a scriverne con la pelle doca solo al pensiero di certi sgangherati, meravigliosi sorrisi visti sui volti di ragazzi cerebrolesi che sanno sciare meglio di me.
Mi sono ricordato che il linguaggio della pubblicità, in quanto linguaggio, è neutro, ed è chi lo usa e lo parla (pubblicitari, aziende ed utenti finali) che lo può far scadere a trivialità becera o elevare a Comunicazione anche usando gli stessi mezzi, le stesse parole.
E usare un linguaggio così potente nel modo più chiaro, più onesto possibile, se si può, si deve.
(se volete vedere questo spot, fatemelo sapere e vi darò volentieri ogni riferimento. La visione è consigliata, con i bimbi alzati, dopo Carosello)
Dopo Carosello