è tutto vero

il glob dei Testi Mongarli
In questo glob (gioite: l'osmosi briga) i Testi Mongarli parlano della loro quotidianità, dei loro colleghi, del loro Autore Principale, dei loro sogni e delle loro aspettative. Se volete comunicare con loro, l'indirizzo è il solito, indicato più in basso.

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30/11/03

Ordini superiori ci impongono di dire che il nostro sito oggi si rinnova – in pratica è più facile da leggere e da navigare, con qualche novità. Non lo facciamo malvolentieri, è che ci stanno un po' sulle balle i colleghi della home page nuova, che sembrano non avvedersi che noi del glob siamo qua dall'estate scorsa e in pratica abbiamo aperto loro la strada. Bah. Comunque, benvenuti.


28/11/03

Un bel pezzo di Curzio Maltese sulla censura RAI a Paolo Rossi, reo di voler citare Pericle a Domenica In. Un brano dall'articolo:

(...)In Italia i comici devono essere prudenti perché gli intellettuali sono assai severi con la satira, attenti alla virgola e alla minima caduta di gusto. D'altra parte il comico è un mestiere di grande responsabilità. A differenza del politico e del giornalista, si pretende che sia impeccabile. (...)


17/11/03

Per inaugurare il nuov link a Reporter Associati, vi segnaliamo l'inrtroduzione ad un articolo a firma di Roberto di Nunzio:

Iraq, Afghanistan e Liberia: la guerra privata di George W.Bush
di  R. di Nunzio
15 Oct 2003
Un terzo dei soldati americani impiegati in Iraq sono a tutti gli effetti dei mercenari. Reporterassociati è in grado di svelare il nuovo business militare della Casa Bianca: ingaggiare mercenari pagandoli a peso d'oro. Ed arricchire così le società di "consulenza" degli amici di famiglia, come nel caso della "Halliburton" di Dick Cheney, il vice presidente degli Stati Uniti.

Link diretto


14/11/03

Appello/2. Il caffé Kimbo, il cui spot è stato mandato in onda dalla Rai nel minuto di cui si parla qui sotto, ha giudicato "fuori da ogni logica" la messa in onda, pressoché ignorando le scuse della presidente Rai Annunziata, che si è scusata "condividendo ogni critica mossa". Sarà, ma la dichiarazione di Kimbo la mettiamo nella nostra cartellina Buone Notizie, insieme a quella associazione di Carabinieri che ha chiesto il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, e non certo per paura o vigliaccheria. Cartellina semivuota, ma con testi di una qualche qualità (non scritti con un Word craccato, insomma).


13/11/03

Appello: qualcuno ha sentito il testo del discorso pronunciato prima della partita di calcio Italia-Polonia in ricordo dei soldati italiani morti ieri in Iraq? Quel testo è un nostro cuginetto che viene sempre usato in questi tristi frangenti. Qualcuno di buon cuore che era presente allo stadio ci può dire quale versione è stata usata? Vorremmo saperlo perché la Rai ci ha mandato sopra la pubblicità (un segno di rispetto, ed è chiaro verso chi).


12/11/03

Le parole continuano ad uccidere più delle spade. Quando Bush a maggio annunciò la fine della seconda guerra in Iraq, automaticamente spostò tutti i file dei soldati caduti dopo quel giorno dalla cartella "Soldati caduti in guerra" a quella "Povere vittime del terrorismo cieco e vigliacco". Ora abbiamo messo anche noi qualche file lì dentro. Li abbiamo scritti e messi lì con il nostro Word copiato.


12/11/03

Riprendiamo un articolo di Franco Bomprezzi sul tema disabilità e comunicazione (dal sito della rivista Vita e su segnalazione di Valentina. Grazie!).

Il virus della convegnite
di Franco Bomprezzi (fbompre@tin.it)
10/11/2003

Anno dei disabili, primi bilanci. Decine, centinaia di appuntamenti. Un fiume di parole, tra promesse ed equilibrismi lessicali. Ma che cosa resterà?
Un autentico tripudio del convegno. E quelli che contiamo nell'elenco che abbiamo sotto mano sono solo una piccola parte dei seminari, workshop, eventi pubblici, serate a tema, performance, mostre di ogni tipo, gare sportive, iniziative di solidarietà (magari con annessa raccolta fondi), di quest'anno. è impossibile effettuare un vero censimento, e l'onda lunga di questo 2003 denso di parole proseguirà certamente nel 2004, quando andranno a buon fine anche i finanziamenti pubblici erogati solo nella seconda metà
dell'anno, dopo il laboriosissimo esercizio di selezione dei progetti effettuato dalla commissione interministeriale. è del tutto inutile, e certamente noioso, ripercorrere la “convegnite” del 2003 con date, titoli, e argomenti.
Curiosando però fra i titoli dei convegni, e avendo preso parte a molti (troppi) di essi, proviamo a riassumere qualche soggettiva materia di riflessione e di appunto.

La parola buonista
Il fiume dei convegni ha ingrossato il mare delle parole. Faticosamenteresiste la terminologia europea, promossa dall'Edf - European disability Forum (European Disability Forum), che nella versione inglese accreditasenza ombra di dubbi la locuzione "people with disabilities", ossia "persone
con disabilità". Che però, in francese, diventa subito "personnes handicapées" (ma si sa che i francesi tengono molto alle tradizioni). Accanto a questa espressione, politicamente e sostanzialmente corretta (si sottolinea il valore della persona mentre la disabilità indica la situazione di svantaggio, motorio, sensoriale o intellettivo), ha fatto irruzione con foga emotiva il termine "diversamente abile", carico di ambivalenza (e anche, secondo noi, di una certa dose di buonismo), con lo scopo di sottolineare le abilità, ossia le capacità delle persone disabili, ma anche la diversità (il che mette a posto la coscienza di chi non si sente affatto disabile, ma normale). Il neologismo più gettonato si è trasformato, con una
crasi assai ardita, in diversabile, che sembra definire un soggetto ben preciso, dotato di Poteri e di Abilità (una specie di Pokemon, come ha acutamente osservato un mio amico), e francamente non si capisce qualiproblemi possa incontrare nella nostra società, essendo così abile.
Ma accanto ai neologismi abbiamo ascoltato, specialmente da politici localialle prese con saluti improvvisati, stile "copia e incolla", espressioni come "portatore di disabilità" (sic!), "diversamente disabile", "persone deboli", senza contare l'uso assolutamente convinto del decrepito "portatore di handicap", anche nella variante "diversamente handicappati". Il disagio delle parole, dunque, a coprire il disagio sulla realtà. La connotazione di
categoria è risuonata ovunque, da Nord a Sud, da sinistra a destra (politicamente): nell'immaginario collettivo del 2003 le persone con disabilità hanno spesso assunto il ruolo indistinto di “massa”, se non di “ceto sociale”. Disabili, ovvero fragili, sfortunati, economicamente in difficoltà, vittime di ingiustizia, e però portatori di valori, di risorse,
di ricchezza morale, di esempi virtuosi. Parole come pietre, spessopronunciate senza vergogna davanti a centinaia di persone disabili “vere”, che hanno ascoltato con paziente senso civico, rassegnati al fatto che in genere siano “altri” a parlare di loro.

La hit parade dei temi
Difficile stilare una hit parade attendibile dei contenuti prevalenti nel mare dei convegni. Fanno tendenza lo sport integrato con dimostrazioni di attività atletiche non solo agonistiche, e con qualche fuga verso l'estremo: vela, sub, parapendio, rafting, maratone ciclistiche, trekking, guida
sportiva (è l'anno di Alex Zanardi, uomo simbolo gettonatissimo, e con merito, per la sua incredibile capacità di recupero fisico e mentale).
Esplode la consapevolezza della non autosufficienza che, fino al 2002, si chiamava “dopo di noi” e adesso investe con forza il “durante noi”: le associazioni dei familiari (in particolare attivissima l'Abc con Marco Espa), hanno saputo uscire dal “rivendicazionismo monetario” per sfidare in
campo aperto le istituzioni territoriali nel campo della qualità dei servizi alla persona, rivendicando i diritti di cittadinanza che non riguardano solo le persone attive e autosufficienti, ma anche coloro i quali non possono
lavorare, hanno difficoltà gravi di comunicazione e di autonomia, eppure sono persone vive, e importanti.
Lavoro, integrazione scolastica, turismo per tutti, accesso alle tecnologie e al web: ecco i temi che hanno trovato maggiore approfondimento, a riprova
che il “laboratorio del 2003” potrebbe produrre almeno una maggiore consapevolezza dei diritti e delle opportunità. Sempre meno “barriere architettoniche” (decisamente fuori moda, non perché non ci siano più, maper un effetto di saturazione che viene da lontano) e sempre più “non
discriminazione” (quasi in analogia col movimento femminista dei decenni scorsi).

Cosa resterà...
Nel grande marketing delle idee e delle parole, il 2003 ha messo a fruttouna migliorata capacità di comunicare (solo le televisioni, pubbliche e private, non se ne sono accorte, e anche quotidiani e riviste sono spessorimasti ancorati a stereotipi e ad analisi superficiali, oppure a racconti
di storie personali, spesso cariche di enfasi retorica).
è cresciuto il “fai da te” della comunicazione trasversale delle esperienze positive, e dunque anche un certo “orgoglio disabile” (di stampo vagamente americano, vedi Berkeley anni 70) che potrebbe prefigurare, nel 2004, una
forte rivendicazione di rappresentanza politica non mediata, ossia la “scesa in campo” nelle prossime tornate elettorali di persone rappresentative e competenti, nella convinzione che fino ad oggi la delega non ha prodotto risultati soddisfacenti. Che stia nascendo la lobby delle persone con
disabilità?


07/11/03

Clamoroso: abbiamo trovato qualcosa in comune tra noi e le foto che spesso ci accompagnano. Noi ci arrabbiamo quando il cliente bolla come "grammaticalmente scorretta" una frase di cui semplicemente gli sfugge la costruzione. Loro si infuriano quando un editor o un referente di una rivista dice al loro curatore: "Mi schiarite il negro?". E' la stessa incazzatura per la stessa ignoranza, O Fratelli. Del resto, per campare ognuno utilizza i mezzi che ha.


06/11/03

Riavutici dall'entusiasmo del Ritorno delle Tre I, vogliamo segnalarvi un libro. Trattasi di "Liberi di Morire", di Sergio Ramazzotti, edizioni Piemme. Detto libro è stato scritto dall'autore dopo il suo ritorno dall'Iraq (arrivò lì quasi in simultanea con le truppe angloamericane a Baghdad).

Se avete in tasca i vostri ultimi 14,50 euro e volete darli in beneficienza perché il mondo vi fa schifo, usateli per acquistare questo libro. Il vostro schifo correrà seri rischi di diventare qualcosa di preciso e di costruttivo.

Due brani e una bella intervista all'autore qui.


06/11/03

Rieccole! Le tre "i"!!! Impresa, Inglese ed Internet! Stanno tornando lungo le strade delle nostre città! Proprio come le voleva il Cavaliere! Presto, ridateci anche le altre! Nessuno gridi al cattivo gusto! Quello riservatelo al Parlamento, dove i cappi li agitano per malcelati interesse di parte! Qui si parla dell'istruzione degli italiani! Evviva!

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