18 gennaio 2005: Catena di San Libero n° 266: un estratto sotto forma di proposta – Informazione. Acchiappano uno dei piu' grossi industriali di Reggio Calabria, "Nini'" Mauro, per usura. Il giornale locale, la Gazzetta del Sud, alla fine deve dare la notizia. Titolo: "Ma era obbligatoria la detenzione?". Pezzo: "Ci si interroga sui contraccolpi commerciali per l'azienda simbolo dell'attivita' imprenditoriale reggina. E per questo sono sorti interrogativi sulla "mano pesante" della magistratura...".
Ecc. ecc. Proposta per l'ordine dei giornalisti: ma per un anno, a titolo sperimentale, almeno in Calabria, non si potrebbero mandare i giornalisti a fare il recupero crediti nei negozi e i picciotti a scrivere i pezzi sui giornali?


13 gennaio 2005: da oggi su vibrisse il Dopo Carosello/45, dal titolo "Quando i mulini erano rossi". Rabbrividiamo...


12 gennaio 2005: Catena di San Libero n° 265: è un numero dedicato alla Sicilia, ma di stretta attualità nel novero del, chiamiamolo così, mondo occidentale. Fa male. Un estratto: Tolstoi e Swift scrissero in mezzo all'ingiustizia e al degrado piu' totali, senza
potere, soli. Eppure non rinunciarono mai ad essere orgogliosamente e
combattivamente russi e irlandesi. La vasta saggezza anarchica dei
mugiki, l'indomita ironia dei Celti, sopravvissero grazie a loro. Essi
si sentivano responsabili verso i loro popoli, non verso i palazzi. Non
si piegarono mai ne' ad adulare potenti ne' a scrivere male: svolsero
la loro funzione con consapevolezza e orgoglio, diventando dunque gli
esempi di tutta una generazione da cui, in tempi migliori, venne poi la
ricostruzione generale. Questa classe, con qualche prosopopea, si
defini' l'intelligentsia - gli "intellettuali" - e copre in realta' un
arco vastissimo, dal famoso scrittore all'operaio evoluto, passando per
l'universita', l'insegnamento, il giornalismo, il dibattito tanto nei
bar quanto negli atenei.
Ecco: in Sicilia e' esattamente questa classe, quella che ha tradito.


11 gennaio 2005: vibrisse è tornato e Dopo Carosello, come annunciato, è della partita. Come forse avete già notato, nella colonna dei link a sinistra ora ci sono due collegamenti verso i Dopo Carosello pubblicati: uno per i pezzi pubblicati da vibrisse in versione email, l'altro rimanda direttamente all'archivio dell'attuale versione on line. Nella colonna "scritti recenti", sempre qui a sinistra un po' più in alto, i link ai pezzi via via che escono (preceduti da DC e il numero progressivo) per chi è pigro e su vibrisse gli fa fatica andarci. Ce n'è di così pigri, Giulio, oh se ce n'è.


4 gennaio 2005: catena di San Libero n° 263 e 264. Il numero 264 lo trascriviamo qui per intero:

riccardo orioles <riccardoorioles@libero.it> La Catena di San Libero
31 dicembre 2004 n. 264
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Cari lettori,
da ora "San Libero" non uscira' piu' su Clarence, i cui nuovi proprietari (Dada) hanno deciso di farne un sito di enterteinment e basta. Questo e' un problema per i nostri lettori di Clarence (che pero' potranno ricevere la Catena direttamente sulla loro mail) ed e' un problema per me, visto che Clarence pagava qualcosa per riprendere la Catena. Cessato questo non ho piu' entrate di alcun tipo, e questo naturalmente crea dei problemi.
Percio' ora mi rivolgo a voi lettori per chiedervi di contribuire finanziariamente per quanto potete. Questo non vuol dire che "San Libero" diventa a pagamento: la Catena e' sempre gratuita, e' orgogliosa di esserlo e non intende cambiare. Significa semplicemente che la situazione e' questa, e mi e' sembrato giusto esporvela cosi' com'e'.
Da parte mia, continuero' a lavorare come al solito: la Catena e' uscita sempre e comunque, anche nei momenti per me piu' difficili, e continuera' a uscire finche' avro' fiato. E' una cosa che oramai fa parte del panorama dell'informazione, l'abbiamo costruita insieme, non ha nessuno alle spalle e non ha alcun padrone. Secondo me, probabilmente vale la pena di sostenerla. Il file accluso (un pdf) e' un libriccino (potete anche stamparlo) con sette storie scritte tanti anni fa. E' un dono per l'anno nuovo e anche un promemoria lieve ma a modo suo ostinato sulle tante cose che ci restano da fare anche ora. Buon anno (= utile, felice e allegro) a tutti, e buon lavoro.

riccardo

Abbiamo notato un netto aumento di contatti sulle nostre pagine dedicate alla Catena di Riccardo Orioles: ci auguriamo ciò significhi che qualcuno vorrà sostenere il lavoro di un giornalista e scrittore coraggioso, una voce libera vera – spendiamo volentieri per Riccardo tutto il budget 2005 di retorica. Come, direte, anche i Testi Mongarli bussano a quattrini. Cazzo, sì, perché le parole che significano sono importanti e, così, come la memoria, si sostengono anche con il denaro. Sostenete la Catena di San Libero: come fare, lo trovate qui. Grazie.


28 dicembre 2004: catena di San Libero n° 262 un estratto: L'Ofac, un'agenzia governativa che si occupa di controllo sui beni stranieri, ha reso noto che gli editori statunitensi che pubblichino opere di autori cubani, sudanesi o iraniani (gli "Stati canaglia") sono soggetti a sanzioni fino ad un milione di dollari di multa e dieci anni di prigione. Contestualmente, si vieta ai cittadini americani di scrivere libri o articoli insieme a cittadini dei paesi in questione. I primi testi bloccati da questa legge sono un'antologia della musica cubana e un'opera sulla prevenzione dei terremoti con la partecipazione di geologi iraniani.

Questa breve notizia Riccardo Orioles l'ha riportata pochi giorni prima del maremoto in Asia. La riportiamo anche qui per sottolineare come, se è vero che Dio guarisce e il dottore manda il conto, è vero anche che le disgrazie, anche immani, arrivano quando vogliono, ma le vittime arrivano sempre da lontano e da posti ben precisi. Che sia loro lieve la terra.


17 dicembre 2004: Catena di San Libero n° 261 un estratto di cronaca: Genova. Ambulante senegalese derubato da anziano pensionato. L'uomo, sorpreso mentre rovistava fra i borsoni nell'auto dell'immigrato, aveva tentato di derubare un secondo ambulante poche ore prima.


16 dicembre 2004: con vibrisse è tornato anche Dopo Carosello, la rubrica dei Testi Mongarli su pubblicità e la comunicazione. Cercatelo, se vi va, con cadenza circa quindicinale lì oppure nell'archivo qui.


15 dicembre 2004: potete trovare un po' di Testi Mongarli nel nuovo sito (ma di più su carta, e soprattutto in futuro) di Memento Objects, azienda del trevigiano che usa le mani ed il cuore senza passare dal via – mica poco, di questi tempi.


13 dicembre 2004: Catena di San Libero n° 260 - un estratto: Ventennali. Cos'e' Cernobyl lo sapete. Cos'e' Bhopal invece no. A Cernobyl i "comunisti" hanno ammazzato un sacco di gente con la centrale nucleare. A Bophal i "capitalisti" ne hanno ammazzato altrettanta con la diossina. Chiedetevi perche' si parla dell'una e non dell'altra. Chi decide sulla memoria, e di chi e'.


13 dicembre 2004: Santa Lucia ci ha portato un bel regalo... E' tornato Vibrisse, il bollettino di letture e scritture curato da Giulio Mozzi che approda sul web. Bentornato!


3 dicembre 2004: catena di San Libero n° 259 - un estratto: Informazione. Secondo la Federazione della Stampa, due terzi dei giornalisti italiani (stampa, tv, internet, ecc.) non hanno contratto di lavoro. Non hanno quindi alcun mezzo legale per far prevalere, in caso di conflitto, la verita' dei fatti sugli eventuali interessi dell'editore.


26 novembre 2004: catena di San Libero n° 258 - un estratto: C'e' aria di divorzio, in giro. La storia del matrimonio gay, dei "culattoni", dei licenziati per sospetta omosessualita' ricorda moltissimo l'Italia di prima del divorzio, con le centinaia di piccole storie "normali" drammatiche (i "pubblici concubini", le "conviventi" in miseria dopo la morte del loro uomo, ", i processi alla Sacra Rota, le maestrine licenziate per "immoralita') di cui pero' parlavano solo i radicali e Pasolini...


24 novembre 2004: un nostro intervento sulla rivista Pythagoras (dalle stesse menti del sito Segnal'etica) è stato ripreso da Luisa Carrada (Scrivere nel bianco) nel blog del Mestiere di Scrivere. Qui trovate il testo nella sua interezza.


22 novembre 2004: Ci viene sovente mossa la critica di mettere pochi link in questa pagina. Il fatto è che non troviamo molti siti come Parallelo Zero. E' un sito che nasce oggi, animato dello scrittore, fotografo, fotoreporter Sergio Ramazzotti. Vi invitiamo a visitarlo, e a tornarci ogni tanto. Vedrete che cancellerete qualche link dalla vostra home page, se ne avete una.


21 novembre 2004: Catena di San Libero n° 257un estratto: Mentana, fra i gerarchi fascisti, sarebbe stato sicuramente un amico di Ciano. Nemico della retorica, dignitoso, rarissimamente (e mai al giornale) in camicia nera, tutto sommato abbastanza fiducioso nell'intuito del duce, borghesemente sprezzante verso le esagerazioni "estremiste". Parlare di Matteotti? Ma e' morto da dieci anni! Ma su Girolimoni, cronaca ampia e approfondita. Magari lasciando intuire che qualcosa di marcio c'e' dietro. Non fosse stato cosi' perbene, sarebbe stato un frondista. Ma quella e' una carriera diversa, da Malaparte o da Ferrara. Di personaggi cosi' sono pieni i libri di Brancati. "Il Duce ha accettato le dimissioni del camerata Mentana...", ed e' stato anche cosi' magnanimo da lasciarlo sfogare. "E' stata una scelta politica, ubbidisco ma non mi piace...". Un dignitoso malcontento insomma, ma leale e disciplinato (e premiato con altro incarico piu' gratifica di nove milioni di lire del '36). Al giornale, al posto del direttore "avvicendato" (termine tecnico) arriva quello nuovo, che e' un ex socialista, ex sindacalista, volontario fiumano, marcia su Roma: ha una camicia nera nuova fiammante e risponde con un virile saluto romano al saluto romano, sull'ingresso, del portiere. "Finarmente ce ne hanno mandato uno come dico io... - si commuove il portinaio, vecchio squadrista - Altro che quer fighetto co' la cravatta e er lei...". Fuori pioviggina. Le notizie di oggi: "Fermato uno speculatore dalla milizia al mercatino rionale; vendeva dei Cd contraffatti". "Entusiastica accoglienza del plenipotenziario del Duce...". "Investito da un tram a Primavalle, e' grave...". "Milioni d'italiani, approfittando delle favorevoli condizioni atmosferiche...". "Vincita milionaria alla Sisal...". Normale. * * *
Anche a quei tempi c'e' stato un momento cosi'. Quello in cui si cacciavano i moderati e i "borghesi" e al loro posto arrivavano quelli della prima ora. Divisa a posto, scattanti, ansiosi di dimostrarsi duri e puri. Ma non era un buon sintomo: si trattava semplicemente di stringere la cinghia e i ranghi per la tempesta che s'avvicinava, venendo dal grande mondo fuori dalle mura. Mentana era il gerarca del '36, scettico, sicuro di se', vincente. Rossella invece e' il primo dei gerarchi di Salo'. Cupo, assediato da tutti, coi tedeschi sul collo e un duce ormai rimbambito a cui rendere conto.


19 novembre 2004: l'Art Directors Club Italiano (ADCI) ricorda Enzo Baldoni con una iniziativa che ad Enzo sarebbe sicuramente piaciuta. Si chiama "i venerdì di Enzo", eccovi un estratto dalla pagina dove potete leggere tutte le informazioni:

...Enzo dedicava agli "aspiranti creativi" i suoi venerdì pomeriggio. Non era solo una collocazione nell'agenda, era un impegno che affrontava con partecipazione, incoraggiando, indirizzando, scoraggiando se necessario. Con tutto il rispetto che si deve a chi mette i suoi sforzi e le sue speranze nelle mani di uno sconosciuto, e la lucidità che serve a correggere, guidare, e se serve a far capire che non tutti sono nati per fare il creativo pubblicitario.
Diversi Direttori Creativi di agenzie piccole e grandi, e soci di esperienza, si sono resi disponibili a tenere un posticino libero nella loro agenda il venerdì pomeriggio: per prendere questo testimone, e rafforzare allo stesso tempo il legame fra l'ADCI e le nuove generazioni dei creativi.
Se sentite dentro di voi il germe della pubblicità, fin qui coltivata come segreta passione, e vi chiedete se ne avete anche la stoffa, troverete orecchie esperte disponibili ad ascoltarvi...


12 novembre 2004: il magazine Pythagoras ha ospitato, nel suo numero estivo, il racconto dei Testi Mongarli che potete leggere qui: Il polso.


11 novembre 2004: Catena di San Libero n° 256: un estratto amaro, ma da meditare profondamente, su un recente fatto di cronaca: Quello che ci mancava era proprio un bell'esproprio proletario. Se ne sentiva il bisogno. L'idea dev'essere stata di "Straccio" Liguori (l'ex direttore di Studio Aperto, il tg di Italia Uno, ndTM), che ai tempi in cui era in Lotta Continua - come il vostro umile corrispondente - si annoiava moltissimo, e non sapeva che fare. In Italia, allora c'erano circa duemila consigli di fabbrica e duecento consigli metropolitani di zona. Gli operai la' decidevano insieme le rivendicazioni e le idee, e dopo le portavano fuori dappertutto. (Ovvio che di queste cose non ve ne parlano: sono quelle che ancora gli bruciano, altro che le quattro cazzate dei brigatisti o le assemblee al Mamiani). Il contratto, l'aumento, le condizioni di lavoro; ma anche la scuola, il divorzio, il Vietnam, l'Italia da rifare; e non se ne parlava fra quattro fighetti, ma fra milioni di padri di famiglia, di operai. Tutto cio', al buon "Straccio", non bastava. A lui servivano le emozioni. E via col situazionismo e gli happening per "far capire la rivoluzione alle masse". Le masse la rivoluzione se la facevano gia' per i cazzi loro, dal momento in cui si alzavano alle sei meno un quarto per andare a lavorare a quello in cui uscivano con lo striscione "seconda categoria per tutti" o "uniti si vince". Ma roba grigia, banale.
Io non dico che i Disobbedienti di ora faranno la fine di Liguori. Alcuni li conosco, e alcuni sono quasi persino dei compagni. Dico loro pero' di ricordarsi com'e' finito Liguori, che trent'anni fa faceva esattemente le stesse cose. Mi dispiacerebbe se finissero cosi' anche loro, perche' sono bravi ragazzi.
Liguori, adesso che non e' piu' rivoluzionario, quando s'incontra col Liguori "rivoluzionario" di allora, gli fa: "Bravo ragazzo. Hai fatto esattamente quel che dovevi fare. Ti sei divertito, hai fatto spaventare quei coglionazzi che magari si stavano cominciando a chiedere se per caso avessero ragione gli operai, hai creato un bel po' di sano casino, hai dato delle buone carte da giocare a quelli che fanno lo sporco mestiere che faccio io ora, cioe' la propaganda dei padroni. Ah, se tu potessi tornare ora qua, a darci una mano adesso!. Ma forse non ce n'e' bisogno, forse questi riescono a fare tutto da soli".
In piu', c'e' un'altra faccenda che "Straccio" non ha capito allora e probabilmente non ha capito neanche ora, non avendo mai avuto il vizio di pensare. Ed e' che noi non viviamo affatto in un paese democratico. O meglio, democratico si', ma con al suo interno delle componenti che non esitano affatto, e non hanno mai esitato ne' esiteranno in futuro, a usare le stragi e gli spargimenti di sangue per bloccare l'avanzata della sinistra. Contro il sessantotto non usarono i bei discorsi, usarono le bombe di piazza Fontana. Contro il '77, che era nato come un movimento giovanile di massa, usarono le squadre speciali in borghese. A Genova, non e' che la situazione sia "degenerata": era prevista fin dal primo momento, sia negli aspetti "militari" (black-bloc inclusi) che in quelli di gestione mediatica, di propaganda. Caruso e' una persona molto piu' perbene di Fini, molto piu' mite d'animo e molto meno violenta. Ma anche molto piu' imbecille. Una settimana prima di Genova, Fini sapeva gia' benissimo che fra una settimana sarebbe andato semiclandestinamente alla questura di Genova a dare "suggerimenti". Caruso non sapeva un cazzo di cio' che sarebbe successo fra una settimana. Cosi', infantilmente, ha detto esattamente le cose ("zona rossa!", "dichiariamo la guerra!") che quelli si aspettavano da lui. Lui, da persona civile, le diceva "politicamente" e per metafora, ma quelli - che civili non sono affatto - le hanno usate per giustificare non le loro parole, ma le loro pallottole. Perche' la loro tecnica e' questa, e la useranno anche ora perche' il potere, in questo momento, e' debolissimo ed ha un disperato bisogno di sparigliare.
Adesso, sarebbe molto carino da parte loro se Caruso e i suoi amici rinunciassero per qualche tempo a "dirigere le masse" e imparassero invece - umilmente - a essere dei compagni. A fare cio' che i padroni non vogliono, e a non fare cio' che invece i padroni vogliono da loro. Se ancora non riescono e a distinguerlo, diano retta: si affidino a chi queste cose le sa perche' le ha viste e vissute sulla propria pelle. Non sfascino un movimento un'altra volta, non diano nuovamente la vittoria ai padroni. Perche' poi "io non volevo" non serve a niente.


10 novembre 2004: Catena di San Libero n° 255: un estratto: Stile. "E' stato redatto per l'intero gruppo Rai ed e' pertanto vincolante, senza alcuna eccezione per tutti gli esponenti aziendali e collaboratori delle societa' appartenenti al gruppo, che costituiscono quindi i destinatari del presente codice ed ai quali si intendono applicabili per quanto di ragione i contenuti del documento stesso...". Ma per scrivere un italiano cosi' bastano Veneziani e Alberoni o ci si deve mettere pure la Moratti?


2 novembre 2004: "Ma cosa fa un copywriter tutto il santo giorno?" è il titolo del testo Mongarli che trovate qui, tra le Lezioni di Holdenlab. Molti sono gli interventi interessanti; segnaliamo quello di Mauro Covacich, dal titolo: La terza via tra letteratura e cronaca (La creazione di effetti di realtà). L'inizio: La realtà come un romanzo. I lettori non chiedono più ai giornali di essere informati. D'altro canto i giornali non pretendono più di trasmetterci la realtà (come se questa esistesse veramente prima e fuori delle nostre conoscenze), ma forse hanno accettato di sceneggiare le aspettative, le precomprensioni, le immagini della realtà che recepiscono da noi...


1 novembre 2004: la catena di san Libero con il numero 254 compie cinque anni. Auguri Riccardo, è un piacere ospitarti qui. O lettori: ecco il solito estratto e l'invito a seguirla sempre: ... Ci sono moltissimi bravi colleghi "dilettanti" in giro. Nel senso che si dilettano a fare il loro mestiere, lo fanno con affetto e bene e scrivono e mandano in onda delle bellissime cose. Non c'e' pero' piu' nessun giornale professionale, ne' c'e' piu' alcuna televisione. Io conosco colleghi bravissimi, capaci di andare all'inferno e ritorno per misurarne l'esatta temperatura. Ma non hanno giornali su cui scrivere, o televisioni da cui trasmettere. O meglio: i giornali e le tivvu' ci sono, e pubblicano i loro pezzi (beh, diciamo: di solito) senza molta censura. Ma sono inattendibili in se', in quanto contenitori, per cui le verita' faticosamente acquisite finiscono mescolate con tutte le altre nel mare del news-enterteinment generale...


25 ottobre 2004: riprende la catena di San Libero (n° 253) presso i Testi Mongarli. La e-zine di Riccardo Orioles, dopo qualche problema estivo di distribuzione, ritorna anche nel sito qui presente. Abbiamo messo nella pagina dedicata anche tutti gli arretrati, dal numero 236: Riccardo ha coperto gli eventi dell'estate da par suo, e pensiamo che, anche a rileggere questi vecchi numeri oggi, spunti di riflessione ne vengano fuori a pacchi. Per invogliarvi, come al solito, un estratto dall'ultimo numero, il 253: Andreotti. Il senatore Giulio Andreotti, piu' volte capo del governo italiano, non e' iscritto a Cosa Nostra. Ha invece intrattenuto "personali, amichevoli relazioni con esponenti di vertice di Cosa
Nostra". Ha commesso "reato di partecipazione all'associazione per
delinquere", "concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980", che
oggi e' semplicemente "estinto per prescrizione". La cessazione del
comportamento criminoso dopo una certa data e la sua successiva
disponibilita' a collaborare con la giustizia ne fanno, tecnicamente,
un "pentito". Non un mafioso pentito, ma un amico-dei-mafiosi pentito.
Se questo basta per festeggiarlo, allora festeggiamolo pure.


6 ottobre 2004: i Testi Mongarli, in collaborazione con l'agenzia Impagina, hanno ideato il nuovo payoff dei viaggi del Touring Club Italiano: Il mondo intorno al viaggio. Evviva.


30 settembre 2004: Segnal'etica ospita un nostro breve testo sull'attualità italiana, così vecchia. Il titolo è: Cosa fare? Grazie a Massimo De Nardo per l'ospitalità.


20 settembre 2004: in tempi nei quali ci si ritrova bombardati da informazioni inutili, a volte sfugge che ci sono anche informazioni utili e vere. Di più: cosa dire di tutte quelle cose belle e sane che vengono usate e massacrate per far leva sul nostro portafoglio? Dopo miss Italia, i Testi Mongarli vogliono contribuire al recupero della libido e della sensualità ricordando un vecchio cavallo di battaglia del loro sito: le Donne Nude. Il rischio che Fini possa dare addosso anche a loro è alto, ma portiamo pazienza. I regimi passano, la donna nuda resta (nuda).


3 settembre 2004: il sito dei testi mongarli torna dalle ferie, anche se in lutto. Contavamo di tornare con la nuova versione, ma nel nostro lavoro le cose per se stessi sono sempre le ultime, tra quelle da fare. Abbiate fede, teneteci d'occhio, leggete più scritti di Enzo che potete.